Il nome con cui la villa è conosciuta, Villa Pusterla- Crivelli, deriva dal romanzo di Cesare Cantù, “Margherita Pusterla”, pubblicato nel 1838.
Lo scrittore ambientò nella villa il suo romanzo sulle vicende e sugli intrighi della corte milanese all’epoca dei Visconti.
In realtà non ci sono documenti storici che confermino che i Pusterla abbiano abitato qui. L’originario castello, risalente probabilmente
all’Alto Medioevo, divenne nella prima metà del Cinquecento proprietà dei Carcano, che lo trasformarono in un palazzo.
Dal 1543 il palazzo passò agli Arconati, che lo abbellirono trasformandolo in elegante dimora di campagna, soprattutto per volontà di Anna Visconti, che fece eseguire verso gli anni ‘80 imponenti lavori, su progetto di Martino Bassi.
I lavori furono poi proseguiti dal figlio Luigi Arconati.
Nel 1719 la villa degli Arconati passò ai Crivelli. Fu il conte Stefano Gaetano Crivelli il committente dei lavori che trasformarono l’ edificio in una spendida villa , disegnata dall’ architetto Francesco Croce , il quale, tra l’altro, progettò lo scalone.
In particolare con il conte Giuseppe la villa conobbe il suo periodo di massimo splendore:
nel 1786 ospitò per due volte Ferdinando IV (che assunse poi il nome di Ferdinando I), re del Regno delle Due Sicilie.
Nella villa, nella seconda metà del Settecento, soggiornò anche Luigi Castiglioni, figura di rilievo nella cultura illuministica lombarda della fine del Settecento.
Tra il mese di maggio e quello di novembre del 1797 la villa divenne il quartier generale di Napoleone e sede di una vera e propria corte.
Il 17 luglio del 1819 il conte Ferdinando Crivelli, per far fronte ai debiti del padre, vendette la villa ai fratelli Catena e la villa divenne quindi proprietà
di ricchi borghesi. Successivamente venne ancora venduta, ma dagli anni ’30 agli anni ’50 circa la villa attraversò un periodo di degrado ( il giardino, già poco dopo la vendita dei Crivelli, era in una condizione di abbandono)
L’ 11 Febbraio 1865 la proprietà passò alla Provincia di Milano, nel Regno d’Italia da poco costituito, che la destinò a sede dell’ Ospedale Psichiatrico.
La legge Basaglia, del 1978, portò allo smantellamento dell’ospedale psichiatrico.
Dal 1978 la villa è diventata sede dell’ Istituto Agrario.